| Abstract |
La VII Commissione consiliare permanente, nella audizione tenutasi il 16 luglio 2025, ha esaminato la legge regionale n. 14 del 28 marzo 2019 - “Testo Unico in materia di legalità, regolarità amministrativa e sicurezza”, nell’ambito dell’attività di verifica sulle leggi regionali che prevedono una “clausola valutativa”. La legge (licenziata nella X legislatura e nata da un disegno di legge di Giunta regionale, il DDL n. 26 del 20/03/2018, assegnato in sede referente in Commissione) è finalizzata a promuovere l’educazione alla legalità. Il fine viene perseguito attraverso azioni volte: -) alla prevenzione e al contrasto non repressivo alla criminalità organizzata; -) ad innalzare e sostenere l’educazione alla responsabilità sociale e la cultura della legalità; -) ad elevare i livelli di sensibilizzazione della società civile e delle istituzioni pubbliche nonché ad assicurare il sostegno alle vittime innocenti della criminalità mafiosa e corruttiva.
La legge si compone di ventinove articoli ed offre indicazioni sulle modalità di intervento in materia di antimafia sociale.
L’art. 27 della legge regionale n. 14/2019 disciplina la suddetta clausola valutativa, e al comma 2 recita testualmente “ Per le finalità di cui al comma 1 la Giunta regionale presenta annualmente alla commissione consiliare competente la relazione di monitoraggio prevista dall’articolo 5, comma 6, che fornisce informazioni sulle misure previste nel Piano integrato per il rafforzamento e la diffusione della cultura della legalità e della responsabilità di cui al medesimo articolo 5 insieme a un’analisi sulla evoluzione dei fenomeni di illegalità collegati alle criminalità organizzata di tipo mafioso nelle sue diverse articolazioni rilevata nel territorio regionale, anche in relazione alla situazione nazionale”.
La VII Commissione consiliare permanente ha provveduto, a marzo del corrente anno, ad effettuare l’analisi di qualità della clausola valutativa con illustrazione delle caratteristiche essenziali che definiscono appunto la qualità della clausola valutativa. Ha richiesto alla Sezione regionale competente la relazione di monitoraggio relativa all’annualità in corso, acquisita e pubblicata sul portale del Consiglio.
La relazione fornita dalla Sezione sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni e antimafia sociale contiene l’analisi in ordine allo stato di attuazione della legge con evidenza delle azioni promosse e degli interventi avviati e realizzati che rendono la Regione Puglia un modello virtuoso nella lotta alla criminalità organizzata. In particolare, sono stati attuati interventi di carattere socio-comunitario che hanno riguardato la promozione dell’inclusione sociale e la lotta alla povertà al fine di favorire l’educazione alla responsabilità sociale, la prevenzione del fenomeno criminale, il riuso dei beni immobili confiscati alle mafie, nonché la valorizzazione dei prodotti alimentari provenienti dal riutilizzo di terreni e aziende agricole confiscate. I progetti e le iniziative sono state realizzate da imprese, organizzazioni e associazioni di promozione sociale.
Entro la fine del 2025 si prevede l’aggiornamento del “Piano regionale integrato per il rafforzamento e la diffusione della cultura della legalità e della responsabilità sociale”, contemplato dall’articolo 5 della legge regionale n. 14/2019 che individua le linee di indirizzo per la programmazione degli interventi. E’ prevista, altresì, l’istituzione di una piattaforma permanente di confronto e co-programmazione con i soggetti rappresentativi del territorio, come gli sportelli di legalità.
In sede di audizione, il Dirigente della Sezione sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale dott. Vitandrea Marzano ha relazionato ed illustrato gli avvisi e le misure attivate con i risultati ottenuti. Ha ripercorso le attività messe in campo come “Puglia beni comuni” che mira alla riqualificazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata presso i Comuni pugliesi e la loro valorizzazione; “Cantieri innovativi di antimafia sociale 2.0” che ha visto il coinvolgimento di 27 progetti territoriali e “Bellezza e legalità 1.0” con 150 progetti territoriali oltre le forme di finanziamento utilizzate. Ha evidenziato il coinvolgimento di numerosi attori sociali, l’innovatività del testo di legge che istituzionalizza il tema della legalità e promuove ipotesi di carattere culturale che impattano su temi di antimafia sociale, su cui la Regione Puglia ha espresso un protagonismo a livello nazionale. Ritiene che si possa contrastare in modo non repressivo la criminalità organizzata, attraverso politiche di promozione sociale, l’aumento della consapevolezza civile, la rigenerazione urbana, il controllo del territorio ed il riuso dei beni confiscati. Il dirigente ha comunicato l’intenzione di sottoporre la norma ad aggiornamenti attraverso un processo partecipativo delle parti sociali, attesi i cambiamenti sociali in atto. Ha riferito della sperimentazione avviata con il Comune di Foggia e l’Università di Foggia per il contrasto non repressivo della criminalità organizzata, mentre è in fase di pubblicazione una delibera che approverà il protocollo d’intesa con l’Università degli Studi di Bari, il Dipartimento di Scienze politiche, la Fondazione Stefano Fumarulo, l’associazione Libera, l’ANCI Puglia, Avviso Pubblico, per l’istituzione del primo short master, vale a dire una scuola di alta formazione sull’antimafia sociale.
La discussione ha visto il coinvolgimento del partenariato composto dall’Università degli Studi di Bari, Università degli Studi di Foggia, la partecipazione di stakeholders quali: i rappresentanti della CGIL, della CISL; della UIL, di CONFIMPRESA Italia, riscuotendo favori e la condivisione degli uditi al consesso.
Dal confronto con gli stackeholders intervenuti in Commissione sono emersi spunti di riflessione e di miglioramento della stessa norma che si ritiene meno attuale, in ragione dei cambiamenti sociali.
Il Professore Muscatiello, docente ordinario di Diritto Penale dell’Università di Bari, in spirito dialettico, ha offerto un contributo. Ritiene che se le iniziative fossero proiettate a combattere la criminalità organizzata e non semplicemente la mafia, si allargherebbe il campo di applicazione. Ha rappresentato l’esigenza del principio secondo il quale i beni confiscati vengano utilizzati e attribuiti alla disponibilità pubblica, anziché demoliti.
Il dirigente della ricerca per l’internazionalizzazione, alta formazione, terza missione e orientamento dell’ Università di Foggia, dott Campagna, si compiace del lavoro svolto dalla Sezione ed invita a continuare ad investire in un approccio educativo e culturale al problema.
Il rappresentante della Cisl, dott. Leone, ritiene che gli interventi realizzati abbiano raggiunto le finalità della legge e reputa altresì necessario che si continui a contrastare fenomeni come la criminalità organizzata. Ha sostenuto l’opportunità di considerare l’efficacia degli interventi in una prospettiva di recupero del segmento di popolazione coinvolta dal fenomeno criminale rappresentato dai giovani. Ha chiesto ragguagli sui contributi per l’istruzione degli orfani di mafia e del diritto al collocamento, come previsto dalla norma.
Il Presidente di Confimpresa Italia ha confermato la vicinanza delle amministrazioni pubbliche ai cittadini e la necessità di continuare ad avviare progetti che prevedano il coinvolgimento dei giovani, nella lotta alla criminalità. Il rappresentante della CGIL Puglia dott. Castellana ha condiviso gli interventi significativi realizzati e condivisibile l’analisi dello stato delle cose caratterizzato da povertà materiale e culturale, da crisi della partecipazione democratica, dalla irregolarità e sfruttamento del lavoro oltre che dalla scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro, soprattutto nei settori più vulnerabili, come quello dell’agricoltura o quello dell’edilizia, non esenti da infiltrazioni criminali. Ha chiesto che si proceda alla costituzione dell’Osservatorio, utile per l’elaborazione dei dati e dei fenomeni che si sviluppano in tutti gli ambiti della società.
Il delegato della UIL Puglia Porrelli elogia l’azione multiforme della legge regionale e condivide il suggerimento di un’azione preventiva educativa. |