| Abstract |
La Regione Puglia, con la legge regionale 7 luglio 2020, n. 15 (Interventi regionali per favorire l’autonomia, la vita indipendente e la qualità della vita delle persone con disabilità, anche senza supporto familiare, in Puglia), ha inteso promuovere e sostenere progetti personalizzati di vita indipendente, consolidando una misura già avviata nel 2013 con un percorso a carattere sperimentale, iniziato a livello nazionale attraverso il progetto “Qualify-Care”, a cui la Puglia aderisce, che è rivolto alle persone con disabilità e ha visto prima coinvolte le persone con disabilità motoria e successivamente le persone non vedenti nonché le persone affette da malattia psichiatrica, per poi occuparsi dei progetti di vita indipendente nei termini del “dopo di noi” e del “durante noi”. Dopo questa prima fase di sperimentazione, Regione Puglia ha avviato un tavolo con le associazioni rappresentative delle persone con disabilità, che ha avuto un’evoluzione nel corso degli anni e all’interno del quale la stessa legge è stata costruita, andando a consolidare un processo virtuoso che individua come target di utenza le persone comprese tra i 16 e i 66 anni, con disabilità ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della legge 104/92, così come modificato dal D. Lgs. 62/2004, al fine di sostenere la loro vita indipendente. La legge mira a garantire ai destinatari della misura la possibilità di autodeterminarsi, anche con il supporto di figure professionali assunte con regolare rapporto di lavoro, oltre alla possibilità di portare adeguamenti di carattere strutturale e domotico nelle abitazioni. Ulteriore obiettivo è quello di permettere ai soggetti, attraverso l’attivazione degli strumenti previsti dalla vigente legislazione, di svolgere attività di propria scelta, che vadano verso l’autonomia e la sperimentazione dell’uscita dal nucleo familiare di origine, anche mediante soggiorni temporanei al di fuori del contesto familiare. La legge fa riferimento a un progetto personalizzato di vita, con il quale viene assicurata alla persona con disabilità la possibilità di determinare, anche in collaborazione con il sistema dei servizi e sulla base della valutazione dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM), il livello di prestazioni di cui necessita, i tempi, le modalità attuative, la scelta degli assistenti personali e la gestione del relativo rapporto contrattuale. I Progetti di Vita Indipendente (Pro.V.I.), possono essere riferiti al completamento di percorsi di studi finalizzati al conseguimento di titoli di studio/qualifiche professionali, universitarie, post diploma, post laurea, di durata almeno semestrale, oppure all’attivazione di percorsi di inserimento lavorativo per persone non occupate, sostegno a percorsi sociolavorativi e per favorire la partecipazione ad attività solidali e di tipo associativo, nonché per agevolare le funzioni genitoriali. L’articolo 14 della legge regionale n. 15/2020 disciplina la clausola valutativa e dispone che la Giunta regionale, sulla base del monitoraggio e dei dati raccolti, trasmetta alla competente Commissione consiliare, con cadenza biennale, una relazione sullo stato di attuazione e sugli effetti della legge, contenente informazioni relative al numero di domande presentate, di domande ammesse a finanziamento, di domande non ammesse a finanziamento con la relativa motivazione di esclusione, alle caratteristiche dei progetti presentati e alla classificazione dei progetti ammessi a finanziamento per principale finalità, sul numero e le caratteristiche dei contratti di lavoro stipulati per gli assistenti personali, nonché la rendicontazione aggregata delle somme spese per macrovoci di spesa per il totale dei progetti finanziati, gli obiettivi raggiunti, le criticità emerse nell’attuazione della legge e i percorsi formativi realizzati per gli assistenti. Dapprima la III Commissione si è espressa sulla clausola valutativa con dettagliata analisi di qualità e, in seguito, ha provveduto a richiedere alla Sezione Benessere sociale, innovazione e sussidiarietà del Dipartimento Welfare un’apposita relazione di monitoraggio e, in data 30 luglio 2025, è stata convocata in audizione la dirigente della Sezione Benessere sociale, innovazione e sussidiarietà, dottoressa Laura Liddo, per analizzare ed esporre i risultati raggiunti dalla legge e le eventuali criticità anche rappresentate dagli stakeholders. La dottoressa Liddo, oltre a fornire nella propria relazione tutti i dati relativi al monitoraggio richiesto dalla clausola, ha spiegato che in questo momento storico è centrale il tema del progetto di vita e che la Regione Puglia entrerà nella sperimentazione con decorrenza dal 30 settembre prossimo, con riferimento alla sola provincia di Lecce, in quanto la Puglia non è tra le Regioni interessate dalla sperimentazione di cui all’articolo 33 del Decreto Legislativo n. 62/2024, le cui disposizioni si applicheranno a decorrere dal 1 gennaio 2027. Pertanto, la legge pugliese può dirsi antesignana, avendo puntato dall’inizio al raggiungimento dei desideri, delle aspettative e delle prerogative di un’autonomia che potesse essere sviluppata. La Liddo ha anche precisato che un ruolo fondamentale nell’ambito della legge, ma anche nell’ambito delle previsioni nazionali, è il ruolo dato all’UVM, che per le sue caratteristiche e perché luogo della valutazione multidimensionale, ha la possibilità di valutare l’adeguatezza del progetto rispetto ai bisogni delle persone con disabilità. Aggiunge che, a valle della legge, ci sono state varie edizioni di bandi regionali e che nel 2023, in attuazione dell’agenda di genere, è stata introdotta anche una linea, che è quella del PROVI donna, che prevede per le donne con disabilità, al fine di vivere la loro esperienza genitoriale al meglio, la possibilità dell’acquisto dei supporti necessari per migliorare la loro vita, anche con l’assunzione di personale idoneo proprio per la crescita e la cura dei figli. La Dirigente ha poi specificato, in merito alla previsione della clausola valutativa della ricognizione delle risorse utilizzate, che la misura fondamentalmente nel corso degli anni è stata finanziata in linea assolutamente marginale dai fondi nazionali, perché all’interno del Fondo nazionale non autosufficienza c’è una quota molto piccola, che peraltro è andata in riduzione nel corso degli anni. E’ stato poi prospettato in dettaglio l’elenco di tutte le fonti di finanziamento, precisando che il fondo regionale è sempre in aumento e il Fondo nazionale in riduzione, ma anche che bisogna riconoscere che, da un punto di vista di normativa nazionale, il Pro.V.I. è considerato nei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) e, pertanto, ci si dovrebbe porre qualche quesito circa la necessità che venga finanziato come un Livello essenziale di assistenza (LEA), cioè dovrebbe essere destinato e accessibile a tutti coloro che si pongono nelle condizioni previste dalla stessa legge. Sul Pro.V.I. il Dipartimento sta poi chiedendo al tavolo nazionale dei lavori, in cui la dottoressa siede come rappresentante della Regione Puglia, di incrementare le risorse proprio per la logica dello sviluppo dell’autonomia, ma viene riferito che ci sono degli ostacoli normativi che non lo consentono. In conclusione si apprende che la piattaforma si è chiusa il 24 giugno 2025 con un numero di istanze pervenute pari a 1362. La Liddo ha fatto presente inoltre che nell’ultimo triennio il numero di persone che hanno sperimentato la misura della vita indipendente è cresciuto notevolmente, in considerazione del forte impatto che questo approccio ha sulla vita quotidiana e che, dai dati in suo possesso, i progetti finanziati sono stati 1759, per una attuazione complessiva negli anni di 22 milioni e 168.000 euro, dettagliando anche le percentuali di spesa, dalle quali si evince che la spesa maggiore si concentra sulla contrattualizzazione dell’assistente personale, strumentale al raggiungimento degli obiettivi di autonomia, in quanto il Pro.V.I. può essere letto anche come uno strumento di regolarizzazione del lavoro non regolare e di sostegno all’occupazione. In conclusione si ritiene che il percorso intrapreso con la legge in questione ha generato un notevole impatto positivo, migliorando la qualità e il benessere della vita delle persone con disabilità e consolidando l'attenzione e l’impegno dell’amministrazione regionale in materia di disabilità, grazie alla promozione attiva dell’inclusione e alla diffusione di un approccio innovativo e integrato agli interventi per l’Ambient Assisted Living e l’autonomia nella vita quotidiana. |